Adozione di minore da parte di coppia omoaffettiva maschile – riconoscimento in Italia di provvedimento di autorità giurisdizionale straniera

Cass. Sezioni Unite n. 9006 del 31 marzo 2021:In tema di efficacia nell’ordinamento interno di atti adottati all’estero, non contrasta con i principi di ordine pubblico internazionale il riconoscimento degli effetti del provvedimento giurisdizionale straniero di adozione di minore da parte di coppia omoaffettiva maschile che attribuisca lo “status” genitoriale secondo il modello dell’adozione piena, non costituendo elemento ostativo il fatto che il nucleo familiare sia omogenitoriale, ove sia esclusa la preesistenza di un accordo di surrogazione di maternità a fondamento della filiazione”.

Le Sezioni Unite con la presente sentenza hanno ammesso il riconoscimento ex art. 67 legge n. 218 del 1995 nell’ordinamento italiano di un provvedimento di adozione piena di minore emesso in paese estero in favore di coppia omosessuale. L’unico limite previsto è che non vi sia pregresso accordo di surrogazione di maternità a base della filiazione, mentre secondo il supremo organo di nomofilachia non rileva che la legge nazionale italiana non autorizzi tale forma di adozione piena da parte di coppia omosessuale, poiché “In sede di riconoscimento dell’efficacia del provvedimento giurisdizionale estero ex art. 67 della l. n. 218 del 1995, la verifica della compatibilità con i principi di ordine pubblico internazionale deve riguardare esclusivamente gli effetti che l’atto è destinato a produrre nel nostro ordinamento e non anche la conformità alla legge interna di quella straniera posta a base della decisione, né è consentito alcun sindacato sulla correttezza giuridica della soluzione adottata, essendo escluso il controllo contenutistico sul provvedimento di cui si chiede il riconoscimento.”

La Procura generale della Corte di Cassazione aveva depositato requisitoria concludendo viceversa per la non riconoscibilità nello Stato italiano di provvedimento di adozione di minore in favore di coppia omossessuale maschile, per le seguenti ragioni: – contrarietà all’ordine pubblico ex art. 64 lettera g) e 65 legge 218/1995; – contrarietà per carenza dei presupposti soggettivi di adottabilità ex artt. 6 e 7 della legge sulle adozioni; – contrarietà per carenza di accertamento sullo stato di adottabilità.