Docente di istituto pubblico di istruzione superiore – Crocefisso in aula – Rimozione da parte dell’insegnante – Sanzione disciplinare a carico di quest’ultimo – (Il)legittimità o meno della sanzione disciplinare irrogata – Fondamento

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con Sentenza n. 24414 pubblicata in data 9 settembre 2021 (1) si sono pronunciate in merito a una serie di questioni di diritto di carattere generale e di principio aggregabili intorno a due interrogativi fondamentali, tra loro connessi: (a) se sia legittimo, alla luce del quadro costituzionale e sovranazionale che concerne i diritti fondamentali di libertà religiosa e di coscienza, adottare un provvedimento che prescriva, in forza della volontà espressa dalla maggioranza degli studenti, l’apposizione del crocifisso nell’aula, e dunque se sia legittima la sanzione disciplinare applicata per la violazione di detta prescrizione; (b) se la determinazione amministrativa la cui violazione è stata sanzionata sul piano disciplinare integri un comportamento discriminatorio dell’amministrazione datrice di lavoro, in base alla disciplina contenuta nel d.lgs. n. 216/2003, n. 216, di attuazione della Direttiva 2000/78/CE in materia di parità di trattamento nell’occupazione e nelle condizioni di lavoro, e in particolare dell’art. 2 di detto decreto.

L’intervento delle Sezioni Unite è stato richiesto dalla Sezione lavoro con ordinanza interlocutoria n. 19618 del 2020 (2).

La Procura generale della Corte di Cassazione ha depositato requisitoria (3) chiedendo l’affermazione dei seguenti principi di diritto: (a) è illegittimo, e deve essere disapplicato per contrasto con i principi costituzionali di laicità dello Stato e di separazione tra la sfera civile e quella religiosa, un atto amministrativo generale ovvero un provvedimento amministrativo specifico che impone la collocazione del simbolo religioso del crocifisso in un’aula della scuola pubblica; (b) è legittima la collocazione del medesimo simbolo, nella stessa aula, se disposta con atto dell’amministrazione che recepisce la volontà unanimemente espressa in tal senso dalla comunità scolastica interessata, secondo le concrete modalità da quest’ultima definite; (c) in caso di assenza di consenso e di opposizione di una delle componenti di comunità (insegnanti, alunni, genitori in caso di alunni minorenni), indipendentemente dal dato numerico, non è consentito disporre la collocazione del simbolo, dovendo prevalere il limite della neutralità.


Riferimenti