Concorrenza (Diritto civile) – Lecita – Limiti – In genere – Intese “a monte” dichiarate parzialmente nulle in relazione alle sole clausole contrastanti con gli artt. 2, comma 2, lett. a), della l. n. 287 del 1990 e 101 del TFUE – Contratti di fideiussione “a valle” – Nullità parziale – Configurabilità – Limiti.

Cass. Sezioni Unite n. 41994 del 30 dicembre 2021

“I contratti di fideiussione “a valle” di intese dichiarate parzialmente nulle dall’Autorità Garante, in relazione alle sole clausole contrastanti con gli artt. 2, comma 2, lett. a) della l. n. 287 del 1990 e 101 del TFUE, sono parzialmente nulli, ai sensi degli artt. 2, comma 3 della legge citata e dell’art. 1419 c.c., in relazione alle sole clausole che riproducono quelle dello schema unilaterale costituente l’intesa vietata – perché restrittive, in concreto, della libera concorrenza -, salvo che sia desumibile dal contratto, o sia altrimenti comprovata, una diversa volontà delle parti”.

Con tale pronunzia (1) le Sezioni Unite hanno risolto il contrasto che coinvolgeva la questione delle fideiussioni che riproducevano le clausole del contratto tipo, già giudicato contrario alle regole della concorrenza antitrust, giacché frutto di un’intesa restrittiva della concorrenza. La nullità, quindi, non colpisce l’intera garanzia ma le sole clausole censurate ed è questione di non poco conto vista l’importanza di tali clausole nell’economia dei negozi di garanzia e della loro escussione. Inoltre, la pronuncia esprime altrettanti importanti principi a tutela dei garanti: (i) è riconosciuta la legittimazione a far valere la nullità sia in capo all’imprenditore sia al consumatore finale; (ii) l’azione di nullità è ritenuta cumulabile con la domanda di ripetizione di indebito e di risarcimento del danno; (iii) i provvedimenti della Banca d’Italia e le pronunce delle Autority sono riconosciuti alla stregua di atti con “elevata attitudine a provare la condotta anticoncorrenziale (…)” lasciando sul punto, scarsa discrezionalità valutativa al “giudice del merito” che “è quindi tenuto (…) ad apprezzarne il contenuto”; (iv) la nullità parziale delle fideiussioni è “rilevabile d’ufficio”.

La Procura della Corte di cassazione aveva depositato requisitoria scritta (2) formulando articolate conclusioni difformi al principio di diritto poi enunciato dalle Sezioni Unite.